♥ Paesi Bassi, libertà e calcio totale.

Tra i paesi europei nei quali il calcio rappresenta un qualcosa di più per ragazzi e ragazze che inseguono un pallone, ci sono sicuramente i Paesi Bassi, spesso indicati con la sineddoche (parte per il tutto) di Olanda, quando in realtà quest’ultima è solamente una regione della nazione di oltre 17 milioni di abitanti, che ha fatto del liberalismo e della tolleranza la propria bandiera.

Il punto di start è Amsterdam, la capitale, dove ha sede la più famosa e vittoriosa squadra del paese, l’Ajax.  I lancieri (così definiti per via del loro simbolo rappresentativo, ovvero l’eroe greco Aiace Telamonio) furono i migliori esponenti della messa in pratica del cosiddetto “calcio totale”, espressione con cui si vuol definire la modalità di gioco per cui ogni giocatore deve essere in grado di svolgere qualsiasi ruolo all’interno della squadra, spostandosi dalla propria posizione e venendo immediatamente sostituito da un compagno per mantenere intatta la disposizione tattica.

L’Amsterdamsche Football Club Ajax gioca le proprie partite casalinghe all’Amsterdam Arena, da poco ribattezzata Johann Cruijff Arena in onore dell’indiscutibilmente più grande calciatore olandese e non solo di tutti i tempi, scomparso nel marzo 2016. Lo stadio, inaugurato nel 1996 per sostituire l’ormai obsoleto “De Meer”, è capace di 54.990 posti a sedere;  è diventato il primo stadio europeo munito di tetto retrattile che permette,  grazie al sistema di motori, di coprire il rettangolo di gioco in 18 minuti. A pochi passi dall’impianto principale, che ospiterà alcune gare dell’Europeo 2020, è possibile vedere anche lo Sportpark de Toekomst, il centro sportivo dove la prima squadra dell’Ajax si allena e alleva i diamanti grezzi del proprio settore giovanile, da sempre uno dei più rinomati del continente. Un “laboratorio di talenti”, se non avete ancora compreso possiamo fare qualche nome, Frank Rijkaard, Marco Van Basten, Edgar Davids, Clarence Seedorf, fino ai più recenti Frenkie De Jong e Matthijs de Ligt, che i tifosi della Juventus conosceranno certamente molto bene.

Spostandosi di pochi chilometri dal centro abitato più grande dei Paesi Bassi, si arriva ad Alkmaar, cittadina con poco più di 100.000 abitanti rappresentata calcisticamente dall’AZ, squadra tra le più influenti del panorama olandese e che ha la sua casa nel moderno AFAS Stadion, così chiamato per motivi di sponsorizzazione, che, per gli amanti dello sport della palla sul prato, merita anche solo una breve visita.

Passiamo ora alla seconda squadra per importanza (ma non azzardatevi a dir loro così) della nazione orange: il Feyenoord di Rotterdam, da sempre protagonista di una storica rivalità con l’Ajax, sia sul piano sportivo, dove i due club sono le effettive realtà più vincenti del territorio olandese, sia su quello culturale, che contrappone la città di Rotterdam, seconda città olandese per abitanti, storicamente proletaria e commerciale con Amsterdam, borghese e liberale. I bianco-rossi del Feyenoord, che prendono il nome dal quartiere di Rotterdam dove la squadra ha le sue radici, giocano i match interni nell’omonimo stadio, soprannominato “De Kuip”, tradotto dall’olandese “la vasca”, per via della forma che ricorda effettivamente una colossale vasca da bagno. Lo stadio, catalogato con quattro stelle (Elite) dalla Uefa con 51.117 posti a sedere, detiene il primato del maggior numero di finali di coppe europee ospitate, dieci. Di queste finali possiamo amaramente ricordare quella del campionato Europeo del 2000 tra Italia e Francia, terminata 1-1 alla fine dei tempi regolamentari e decisa poi dal golden-goal di Trezeguet al 103’.

Prima di passare all’unica altra squadra olandese con una Coppa dei Campioni, o se preferite Champions League, nel proprio palmares, è doveroso parlare dell’Aia e di Utrecht, rispettivamente la terza (e capitale amministrativa) e quarta città più popolose della nazione. All’Aia gioca l’ADO Den Haag, Cars Jeans Stadion, 15.000 posti, mentre il FC Utrecht ha la propria casa nel più capiente Galgenwaard Stadion (24.446). Se le due squadre non fanno parlare molto di sé per i propri risultati sul campo, lo stesso non lo si può certo dire delle tifoserie organizzate, considerate tra le più calde dell’Eredivisie  (massimo campionato olandese). Il gruppo hooligans del Den Haag, North Side, ha inoltre una dichiarata amicizia, raffigurata da un murale poco fuori lo stadio, con i Drughi della Juventus (gruppo ultras juventino) oltre che con i gruppi di Swansea City (Galles), Legia Varsavia (Polonia) e Club Brugge (Belgio). L’altro gruppo di hooligans invece, quello dell’Utrecht, ha la propria sede proprio all’interno dello stadio.

Ci addentriamo ora nel Brabante, regione meridionale dei Paesi Bassi (che qui non dovete chiamare Olanda) e più precisamente nella città di Eindhoven, dove arriva la terza delle “tre grandi” del calcio olandese, il PSV, che sta per Philips Sport Vereniging, noto internazionalmente come PSV Eindhoven. L’ennesima squadra bianco-rossa, dopo Ajax, Feyenoord, AZ Alkmaar e Utrecht, gioca al Philips Stadion, ed è la squadra del colosso Philips, azienda tra le maggiori nel settore elettronico, che ha più o meno la stessa rilevanza che ha avuto in Italia un’azienda come la Fiat.

Siamo giunti alla fine dell’itinerario ma per i più irriducibili il tour può proseguire con le città del sud-est del paese: Enschede, sede del Twente, campione d’Olanda nel 2010, stadio De Grolsch Veste. Heerenven, Abe Lenstra Stadion, ed Arnhem, quarta città olandese che ospitò i campionati europei di calcio del 2000 di Belgio e Paesi Bassi al Gelredome, casa del Vitesse. Le altre città olandesi erano Amsterdam, Rotterdam e Eindhoven già precedentemente illustrate, oltre alle quattro belghe Bruxelles, Bruges, Liegi e Charleroi.

Questo è il percorso del calcio olandese, un calcio interpretato da rivoluzionari, fatto di creatività, profonda conoscenza, perfetta armonia e fantasia.

Nato a Villafranca di Verona il 26/05/2000 frequenta l’ultimo anno al Liceo Linguistico Enrico Medi. Scrive per la testata di Giovanigol per conseguire l’iscrizione all’Ordine come Giornalista Pubblicista. La passione per lo sport e in particolare per il calcio lo porta a seguire la disciplina a 360 gradi. In redazione si occupa di cronache, punti di campionati ed approfondimenti sul calcio giovanile.

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