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Eventi. Un calcio al bullismo a Verona.
di Paola Fuggetti.

Giocare di squadra per vincere il bullismo“: con questa frase, detta da Antonella, mamma di una bambina vittima di bullismo alla scuola primaria, si è aperta questa mattinata in cui lo sport si è fatto promotore per sensibilizzare su un problema che affligge bambini e loro famiglie sin dalla scuola dell’infanzia.

L’iniziativa “Un calcio al bullismo ” ha il duplice scopo di raccogliere fondi per FEVOSS (Federazione dei Servizi di Volontariato Socio-Sanitario) e di diffondere il messaggio #ioNONsonounBULLO. Si sono incontrate all’AGSM Olivier Stadium la rappresentativa degli Attori Italiani e la squadra degli ex giocatori dell’Hellas Verona.
Il bullismo non si può più definire un fenomeno, sta assumendo la connotazione di una piaga sociale estesa a tutti i gradi delle scuole.
Emblematiche le parole del Dr. Dino Mascalzoni dell’Ufficio Interventi Educativi del MIUR per l’area di Verona: ” La “peer education” portava i ragazzi a risolvere i loro conflitti in strada, mentre oggi non sono più abituati a vivere insieme, la loro fragilità impone una maggiore attenzione e partecipazione da parte delle istituzioni, non solo scolastiche. La mancanza di continuità tra scuola e mondo esterno rappresenta un problema per la crescita dei ragazzi. La scuola da sola non ce la può fare, siamo chiamati – tutti insieme – a concorrere a questo importantissimo obiettivo che si chiama civiltà, la formazione dell’uomo e del cittadino di oggi e di domani.

E’ concorde l’Assessore allo Sport Filippo Rando, che invita in questo inizio di anno scolastico a “... tenere alta la guardia, perché ad oggi purtroppo c’è sempre chi si ritiene più furbo e più forte degli altri e per per questo tende a vessare gli altri. Genitori, insegnanti ed amici devono essere uniti nel far fronte a questo problema…”

Parla con un misto di tristezza ed emozione Antonella, mamma di una bambina che frequenta ancora la scuola elementare cittadina, che a fronte dei reiterati episodi di bullismo e violenza fisica e psicologica, ha trovato il pieno appoggio da parte dell’istituto scolastico, delle insegnanti, ma non dei genitori dei compagni della figlia. E’ iniziato con colla sui vestiti, chewing-gum sui capelli. Poi sono arrivati calci e pugni. Antonella si chiede se si debba arrivare al suicidio prima che ci sia una vera presa di coscienza del problema da parte degli adulti, che minimizzano se non negano anche di fronte all’evidenza dei comportamenti dei propri figli.
Erika, mamma di un ragazzo delle superiori, si è sentita dire che era “una ragazzata” l’aver chiuso il figlio dentro un armadietto, ma non è una ragazzata, è bullismo vergognosamente mascherato e difeso.

” I servizi sociali ed il Provveditorato vigilano – dice Rando –  collaborano strettamente perché è impossibile che un ragazzo si corregga da solo senza il necessario intervento di famiglia ed istituzioni…”

Presente all’evento Anche il Presidente della 1ª Circoscrizione, (dove ha sede FEVOSS) Giuliano Occhipinti, il quale non nasconde il sorriso di fronte ad un’iniziativa che unisce sport, attività benefica (il ricavato viene devoluto a FEVOSS per l’acquisto di un mezzo di trasporto per le persone disabili), attività a scopo sociale, perché il problema del bullismo non è assolutamente da sottovalutare. La I circoscrizione non ha una grande disponibilità di spazi da dedicare alle attività sportive, si tratta per lo più di palestre, ma è fortemente radicato il senso civico e lo spirito del mutuo soccorso.
Ed è proprio con questo spirito che il Presidente della Circoscrizione partecipa all’evento.

Giuliano Occhipinti, la nostra inviata Paola Fuggetti e Filippo Rando

Regista della giornata,  Samuele Ressa, organizzatore dell’ItalianAttori, il quale ricorda come siano da 3 anni le innumerevoli manifestazioni cui la squadra ha partecipato. Lo scorso ottobre 2.300 studenti a Padova si sono radunati allo stadio per dire tutti insieme “no al bullismo”.
Sandra Zangiacomi, Vice-Presidente di FEVOSS, sollecita una sempre maggior attenzione verso questa piaga sociale: propone quindi una serie di iniziative per esternare ed arginare un problema che sembra ancora avvolto da tanta omertà. E’ necessario parlare con persone competenti, ma ognuno di noi dovrebbe chiedersi come eliminare il bullismo.
Alcuni momenti sono stati particolarmente emozionanti, l’inno di Mameli cantato dal tenore Fabian Falcomer ed il gesto dell’attore Enzo Decaro, il quale ha dato a mamma Erika la targa ricevuta dall’ItalianAttori durante la premiazione.

Ecco le formazioni delle due squadre benemerite e il risultato finale:

Attori Italiani – Ex Hellas Verona: 1-3

Attori Italiani: 1) Manuel Ferrarini (“l’Aquila- Grandi speranze” e “Il Paradiso delle signore”) 2) Emiliano Ragno (“Tre tocchi” per la regia di Marco Risi”), 3) Paolo Romano (“Un posto al sole”, “incantesimo”), 24) Sebastiano Rizzo (Regista candidato al 5° David di Donatello) con “Gramigna”, 5) Omar Sandrini , 6) Vincenzo De Michele (“l’Aquila- Grandi speranze” e “Tre tocchi”), 8) Antonio Serrano (Il prefetto di ferro” e “La strage di Bologna”), 4) Massimiliano Benvenuto 8” Fidati di me”, “l’Aquila- Grandi speranze” ) ,14) Riccardo Acerbi ( a tutti noto come “Capitan Findus”, 11) Leandro Amato (”Elisa di Rivombrosa”, “Un posto al sole”), 7) Niccolò Senni ( “Come tu mi vuoi”, “braccialetti rossi), 9) Marco Vivo (la voce di Spider-man e Capitan America), 10) Enzo Decaro (“La smorfia”, “provaci ancora Prof.).

Ex Hellas Verona: 1) Matteo Gianello, 2) Matteo Pagani, 13)Vincenzo Esposito, 4) Davide De Battisti, 5) Sergio Guidotti, 6) Stefano Fattori, 7) Pierino Fanna, 8) Antonio Terracciano, 9) Gaetano Pasetto, 10) Andrea Matteoni, 3) Andrea Bertoldo, 11) Giorgio Bissoli, 14) Riccardo Cazzola, 15) Luciano Venturini

Arbitro:  Mirko Bergamini di Verona,
Assistenti: Giorgia Negri e Alice Martini, la partita è terminata 1-3 per gli ex giocatori dell’Hellas Verona.
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La Redazione di Giovanigol ricorda all’Assessore Filippo Rando e al Presidente Figc del Veneto, Bepi Ruzza, un altro fenomeno negativo che imperversa nel momento in cui un giovane passa in prima squadra, ovvero il nonnismo.
Serie di pratiche assolutamente prevaricanti nei confronti di un giovane che cerca spazio in squadra.
Sarebbe ora che in una società civile il nonnismo fosse messo in archivio come pratica selvaggia, purtroppo ancor oggi protetta da certi Dirigenti che non hanno il coraggio di opporsi ai “Veterani” della squadra.

La Redazione sarà lieta di ospitare segnalazioni in tal senso.
R.G.

 

 

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