SportExpo 2020. Cus Verona.
di Paola Fuggetti.

“Non puoi fare sport, devi studiare”; “Devi scegliere: o l’attività fisica o gli studi”. Sport Expo è anche questo, sfatare falsi miti e dimostrare che l’impegno e la buona volontà premiano. Perchè il detto “mens sana in corpore sano” non è solo un detto latino, ma uno stile di vita. Tommaso Crocioni, laureato in Scienze Motorie, allenatore della squadra di Quidditch, Responsabile del progetto “Parco Verde Paradiso”, organizzatore delle attività del CUS Verona (e tanto altro nel suo curriculum!) ci racconta le tante iniziative del Centro Universitario Sportivo partendo dalla sua mission: aiutare i giovani universitari a praticare sport, anche a livello amatoriale. Seguendo il rigido protocollo anti-COVID che il CUS ha elaborato, le loro attività non si sono mai fermate, grazie anche ai preparatori atletici esterni, agli ex studenti universitari e ai professori. Infatti, tanto per citare l’ultimo esempio in ordine di tempo, il parco Verde Paradiso è stato meta ambitissima per il Centro Estivo, grazie ai suoi ampi spazi aperti e alla diversificazione delle attività, dallo sport, ai laboratori creativi, alla cura di orti ed erbe aromatiche. Il CUS non è solo attività sportiva, è una versa e propria istituzione nel mondo Accademico italiano, con i suoi tornei universitari che richiamano l’attenzione anche dei “non-sportivi”! Ma contrariamente a quanto si possa immaginare, il centro universitario è molto attivo anche con progetti volti ai bambini, sin dalla scuola materna.
«È importante far capire agli studenti che studiare non significa dover abbandonare le cosiddetta attività extra-curriculari, anzi, queste sono molto importanti, se non altro come valvola di sfogo e come fonte di incoraggiamento». Che nella vita non debbano esistere solo lo studio o il lavoro è un dato di fatto, ma è importantissimo far capire ai ragazzi che lo sport non deve mai essere abbandonato, sia per i suoi risvolti positivi in ambito fisico, che per il benessere psicologico che scaturisce dal rilascio delle endorfine. E togliere a un atleta professionista la possibilità di continuare gli studi è altrettanto svilente. Motivo per cui in seno al CUS sono nate borse di studio e progetti come quello chiamato “Sport Academy”, un programma di tutoraggio verso gli atleti professionisti che li aiuti a studiare e a organizzare le sessioni d’esame senza perdere d’occhio le competizioni. Un’occasione per avere la possibilità di non dover rinunciare né alla carriera sportiva, né a quella Universitaria.
A questo punto non potevo non essere un po’ provocatoria chiedendo quali fossero le facoltà maggiormente rappresentate nel CUS?

«Al momento sono Lettere e Filosofia insieme a Economia e Commercio mentre facoltà come Medicina lasciano meno tempo a disposizione» è stata la risposta di Crocioni,
L’intento del CUS è senza dubbio venire incontro agli studenti, perciò non facciamoci spaventare dalle ore di studio, un’ora di attività fisica porta benefici sulla qualità di vita. Provare per credere!

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