“Non ti ho mai frequentato assiduamente, in passato. Non ti ho dedicato il giusto tempo, in passato…e non ho capito fino a poco tempo fa quanto sei importante e quanto lo sarai per me…”

Questo sarebbe l’incipit di una appassionata lettera d’amore rivolta allo Sport, questa la mia dedica ad un aspetto della vita che spesso viene sottovalutato ma che in realtà, in mille forme diverse, regala emozioni, passione, voglia di vivere. Mi sono avvicinata veramente allo sport solo due anni fa grazie a Rodolfo Giurgevich, mio mentore, insegnante ed amico.

Grazie a lui ho ricevuto tanto dallo sport, ho un debito di riconoscenza che la vita non mi darà mai abbastanza tempo per pareggiare, se mai fosse possibile farlo. Grazie a Rodolfo, allo sport e a Giovanigol sto accarezzando un sogno che probabilmente entro breve diventerà realtà.
Diventare giornalista pubblicista.

Sfoglio gli articoli che ho scritto, preparo il dossier per l’Albo dei Giornalisti e provo infinita gratitudine per quello che ho ricevuto. Un dono che sarà con me per il futuro: il tesserino da Giornalista Pubblicista.
Scrivere è provare emozioni, raccontarle, avere la capacità di trasmetterle, riviverle e farle vivere a chi non era presente a ciò che viene raccontato. Scrivere di sport per Giovanigol ha un significato in più: raccontare non solo le partite, ma la sfera di valori, regole, educazione, capacità tecniche e qualità umane che al giorno d’oggi non fanno notizia per i più. Essere nella redazione di una testata giornalistica legata al mondo dei ragazzi significa essere vicini al loro modo di vivere, di pensare, cercare di capire le loro difficoltà e raccontarle senza banalizzarle. Significa tentare di dimenticarsi di essere adulti e cercare di recuperare lo spirito, l’ottimismo, i sogni di un’età che per molti di noi è già passata, cancellata da un disincanto da cui purtroppo troppo spesso tendiamo a farci sopraffare.

Scrivere di sport significa immedesimarsi nella fatica, nell’impegno dei nostri ragazzi e trarne insegnamento, ricordarci cosa significhi essere ragazzi che amano correre, giocare, fare sport in squadra o individuale e recuperare quel brivido giovanile che spesso dimentichiamo di aver provato quando eravamo poco più che bambini.

Ogni età ha il suo fascino, le sue sfide, le sue vittorie…ma anche sconfitte. Lo sport non è solo attività fisica, non è semplicemente mantenere i muscoli in allenamento. Lo sport è consapevolezza di sé, del proprio corpo e del proprio spirito. Sport è riconoscere i propri limiti e cercare di migliorarsi, non solo per se stessi ma anche per la squadra, per l’allenatore, per i genitori che ti osservano o per la ragazza che ti fa battere il cuore.

A me quel batticuore lo hanno regalato questi due anni che sono sembrati una salita da percorrere a piccoli passi, ma anche una discesa, una corsa verso il traguardo che mai avrei pensato per raggiungere.

Mi hai rubato l’anima, mi ha fatto riscoprire una parte di me stessa che non ricordavo più, mi hai fatto conoscere limiti e virtù, mi hai fatto crescere. Non ti prometto che ti dedicherò la mia vita, ma ti prometto che vivrò ogni giorno ricordando quello che hai fatto per me, non lo darò mai per scontato e non ti chiuderò in un cassetto quando avrò raggiunto il mio sogno”

Paola Fuggetti

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