Hikikomori una nuova sindrome.
di Roberta Roi.

In considerazione della decisione  del Dipartimento Interregionale di annullare in via definitiva il Campionato Nazionale Juniores Under 19 2020/2021, si può purtroppo pensare ad un allargamento definitivo della sospensione a tutti i campionati giovanili del settore dilettanti.
Siamo d’accordo che la situazione relativa al numero dei contagi sul territorio nazionale nonchè i provvedimenti restrittivi da parte del Governo riguardanti anche l’attività scolastica in presenza, sono preoccupanti, ma preoccupa soprattutto il modo di gestire questa situazione pandemica relativamente ai giovani sportivi, obbligati agli “arresti domiciliari”.

Nessuna prospettiva all’orizzonte ed è quello che fa venir meno la fiducia verso chi ci governa e che presiede allo sport, addirittura attualmente senza un ministro: c’è un sottosegretario, Marina Vezzali, campionessa di fioretto e quindi atleta che ce la metterà tutta ma l’esordio non è stato positivo, nessun riferimento a nuovi provvedimenti meno restrittivi verso gli sport di squadra che “occupano” la fetta più grande delle attività in Italia, oltre l’80%.
La mancanza di notizie e di certezze per il futuro sta creando allarmismo a livello familiare perchè i ragazzi hanno bisogno di sfogare le energie giovanili e si stanno richiudendo in se stessi, isolandosi e con poca voglia di sorridere. Ho raccolto la preoccupazione di un genitore

« … ho visto mio figlio cambiarsi in auto perchè non poteva usare lo spogliatoio, l’ho visto superare più di un un triage con tanto di mascherina, misurazione della febbre e disinfettazione dele mani, ho dovuto portare mille modelli di autocertificazioni, per vederlo in campo da solo lontano dai suoi compagni intento in allenamenti individuali senza la palla (perchè contagiosa).
E’ stato tolto al gioco del calcio (e ad altri sport di squadra ndr) l’essenza di potersi divertire, di far parte di una squadra, non esiste piu’ la magia della partita della domenica mattina. Eppure nonostante questi divieti e queste restrizioni, almeno gli allenamenti avrebbero potuto mantenerli . Ora siamo nuovamente fermi e forse lo saremo fino a settembre senza poter replicare, senza speranza (purtroppo ancora col Ministro Speranza che più di chiudere non sa fare ndr),  obbligati agli arresti domiciliari rintanati nelle proprie case, in un clima di latente depressione.»

Esiste una patologia “Hikikomori”, nata in giappone, che significa “stare in disparte” ; chi ne è affetto, si ritira dalla vita sociale rinchiudendosi volontariamente nella propria camera da letto senza contatto diretto con il mondo esterno. Attualmente a livello mondiale, la patologia riguarda milioni di persone, soprattutto ragazzi dai 14 ai 30 anni, mentre in Italia le stime parlano di oltre centomila casi conclamati ma altri probabilmente sono in fase evolutiva poco visibili perchè questa sindrome è nuova per molti.
Questa è la condizione, nella quale si proietterà un esercito di giovani, soprattutto a causa dalla comparsa del Covid19 e dell’isolamento senza possibilità di “fuga”.  Un numero che purtroppo sarà destinato a salire. La rinuncia ai propri progetti, è alla base di questa sindrome creando delle vere e proprie crisi di identità.
I giovani non sanno piu’ chi sono e cosa vogliono fare, ecco l’abbandono delle scuole e delle attivita’ sportive. La terapia? finora solo antidepressivi ma probabilmente ridare la “libertà” a milioni di ragazzi  sarà sicuramente più efficace di qualche scatola di paroxetina o simili.

Fa pensare per esempio cosa ha detto un giovane sportivo di 14 anni qual’era stato il suo giorno più bello da quando era nato. Il ragazzo ha risposto senza esitazioni:
«…il primo giorno di scuola dopo l’isolamento dell’anno scorso, ci siamo commossi…»

Meditiamo tutti su questa risposta, ministri e sottosegretari in primis.

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