Juniores Elite A. Incontro con mister Salavatore Piccinato.

E’ nato a Verona il 10 luglio 1968, Salvatore Piccinato allenatore della Juniores Elite del Sona Calcio. Naivo del Cancro dunque, dalla personalità più istintiva che razionale, quindi di frequente si lascia guidare dalle sue emozioni e dalla creatività particolarmente utili nei momenti più critici di una gara. Ma questo è anche punto di debolezza perchè rinunciare al raziocinio qualche volta provoca problemi al fegato dopo il novantesimo. Lo vedremo presto confrontarsi con mister che fanno della tattica e degli schemi l’arma preferita. Per concludere il mister è un Cancro autentico, è sensibile e romantico e necessita sempre di calore umano per dare il meglio di sè.

Inizio la carriera come secondo a Cristofaletti nella Consolini nel 2014 e patentino Uefa nello stesso anno.
Prima esperienza da allenatore nel 2015-16 sempre nella Consolini dove appunta tre medaglie al petto con uno storico triplete: campionato, coppa e titolo provinciale. Nella scorsa stagione ha fatto gli straordinari raggiungendo la fase finale con la Juniores provinciali e guadagnando la salvezza in 1° categoria con la Montebaldina.

Sono arrivato a Sona – dice il mister – con il compito di fare meglio degli scorsi anni (due play off adrenalinici ndr) e preparare i ragazzi alla prima squadra; ho un ottimo rapporto con mister Brentegani che conosco e stimo da molti anni.
Abbiamo appena cominciato, sto conoscendo i ragazzi, alcuni sono in prima squadra e li ho potuto osservare durante la preparazione, gli altri li scoprirò strada facendo. Mi stanno piacendo tutti, per impegno e volontà.”

Il mister ha sempre privilegiato il 4-3-3 e le sue declinazioni con particolare vocazione al gioco d’attacco e al pressing sulla squadra avversaria. “..poi nel tempo grazie a un maestro come Renzo Quartaroli ho migliorato anche la fase difensiva che reputo di vitale importanza in qualsiasi categoria; nella juniores elite mi piacerebbe applicare il 352 ma servirà tempo.”
Parliamo di modello giovanile ideale: ” senza fantasticare il modello ideale è quello che di concerto a partire dagli allievi fino alla prima squadra ci fosse una unione di intenti in modo che i ragazzi si sentano gratificati gli allievi verso gli juniores e juniores verso prima squadra, stessa metodica stesso stile di allenamento e ogni settimana alcuni che salgano di categoria anche in allenamento.

Sulle nuove regole non ha particolari riflessioni da fare se non quella che la perdita di tempo nelle sostituzioni è da penalizzare per evitare che diventi tattica di gioco.
Ed infine ecco il Cancro generoso: “...se si può, vorrei fare un ringraziamento al mio secondo Simone Meneghelli che da due anni mi segue.”

Seguiremo con curiosità le sue evoluzioni creative in panchina per dimostrare che non contano solo schemi e tattiche precise e quindi arrivederci su qualche campo al più presto.

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