Manifestazione di protesta in piazza Bra del 31 ottobre 2020.
di Giuditta Campagnari.

Poco più di 300 persone hanno dato vita alla manifestazione promossa dalla Fipav di Verona, rappresentata dal presidente Stefano Bianchini, per protestare contro la sospensione fino al 24 novembre di tutti gli sport di contatto, secondo le disposizioni del DPCM emanato domenica 25 ottobre.  
Bisogna dire che il tutto si è svolto in modo pacifico e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. I presenti erano tutti con la mascherina ben posizionata, comprese le Forze dell’Ordine che si erano presentate in piazza Bra – per cautela – con un discreto dispiegamento di mezzi e di uomini, forse esagerato visti i toni della protesta rimasti assolutamente civili e composti. Tuttavia, visto quanto successo nei giorni precedenti, la prudenza non è mai troppa.

Tutto sommato, si è rivelata poco efficace anche la mission di una manifestazione che voleva sì protestare contro questa ennesima sospensione dello sport senza però essere in grado di proporre soluzioni efficaci all’ultimo contestato DPCM. Troppo complicato a dir la verità, perché in piazza c’erano un po’ tutti gli sport (grande assente il calcio dilettante presente con pochi personaggi) ognuno dei quali con aspettative diverse.

E diverse sono state le affermazioni dei vari relatori che al di là «…bisogna restare tutti uniti…» non sono arrivate a formulare qualche proposta concreta. Più caute sono state, invece, le affermazioni del Sindaco Federico Sboarina e dell’Assessore allo Sport, Filippo Rando il quale, pur manifestando il proprio rincrescimento per questo decreto che penalizza ancora una volta lo sport, soprattutto quello giovanile, non ha potuto che invitare tutti al rispetto del protocollo sanitario in attesa di tempi migliori. In separata sede non ha nascosto le proprie perplessità circa il propagarsi del contagio e della crescente mortalità. «Bisognerà trovare una soluzione ottimale per ogni disciplina sportiva, nel rispetto sempre dei protocolli e della salute di tutti noi» sono state le sue parole.

Come in tutte le manifestazioni di protesta ci sono state delle curiosità e delle intrusioni folkloristiche, tipo la cassa da morto del DPCM (residuo di Hallowen?), cartelli di vario tipo con allusioni politiche, mentre si è fatto sentire il settore Danza, che ha ribadito il concetto di come tale disciplina, oltre a essere fonte di benessere fisico, sia anche fonte economica per chi ci lavora.

Infine, è arrivata la presenza che nessuno probabilmente si aspettava. In mezzo alla schiera di sportivi “Doc” riuniti, infatti, c’era anche Marcello Toselli, portavoce del movimento apolitico – a quanto lui stesso afferma –  Alpha Verona, particolarmente attivo sui social con diramazioni a Napoli, Firenze e Roma. «Non si è perso una manifestazione – racconta – ed è stanco che i suoi diritti e quelli della comunità siano continuamente “calpestati” da questa dittatura sanitaria» Assieme al suo gruppo ha un obiettivo ben preciso ovvero quello di  «eliminare questo strapotere, che da mesi sta manovrando una emergenza illegittima ed al di fuori della legge». Sempre secondo Toselli «tutte le piccole attenzioni sulla nostra alimentazione, vitamina C e vitamina D basterebbero per avere soluzioni più efficaci per il nostro sistema immunitario. Alpha Verona ha l’intento di diffondere tale informazione a tutto il popolo, come recita la scritta “noi siamo il popolo” presente sulla sua maglietta».

Nel rispetto di tutte le opinioni ed esternazioni, la Redazione di Giovanisport ritiene che lo sport in simili frangenti, abbia bisogno di proposte serie e meno folklore.

 

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