Nuovo intervento del Presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND), Cosimo Sibilia.
di Paola Fuggetti.

Intervento mirato non (sol)tanto a parlare dello stop attuale a tutti i Campionati, compresi quelli del Calcio Dilettanti, quanto a ricordare la valenza sociale dello sport giovanile e il valore apportato dalle Società, per il tramite di Presidenti e Dirigenti Sportivi.

La Lega Nazionale Dilettanti conta oltre 12.000 le società sportive ed un numero di tesserati di poco superiore al milione: tanto basta per dare un’idea dell’importanza dello sport giovanile lungo tutta l’Italia. Un’Italia che in questo momento di stringe in particolar modo intorno a Lombardia, Veneto ed Emilia- Romagna, regioni “iper-rosse” a causa del Coronavirus e le prime ad essere per questo blindate, ma anche le Regioni che contano il maggior numero di società sportive legate alla LND. Come sottolinea Sibilia, in questo momento stiamo vivendo una crisi che si articola su diversi aspetti e che porta con sé <<tre priorità: quella sanitaria, quella sociale e quella sportiva>>.

L’ambito sanitario non richiede ulteriori commenti, se non la necessità di continuare a ricordare l’importanza per gli Italiani di rimanere uniti anche se a debita distanza, ognuno a casa propria.

Grazie al dispiego di risorse ed energia da parte dei Presidenti e del loro staff, lo sport giovanile prosegue ed anzi cresce. Il volontariato in ambito sportivo viene stimato incidere per circa 2,1 mld di € al PIL, considerando i consumi delle società, gli interventi sugli impianti sportivi, l’occupazione che crea, l’impatto economico sul territorio dovuto ai trasporti, alla promozione ed alla gestione delle gare.

L’aspetto sociale, così strettamente connesso con l’ambito sportivo, è oggetto di un interessante approfondimento da parte di Sibilia. Infatti, oltre agli spesso citati aspetti conviviali ed educativi, in un contesto sociale così vario e diversificato le ASD svolgono la funzione, (forse ancor più della scuola nda), di creare integrazione dei giovani provenienti da altri Paesi. Storicamente fondamentale nel territorio nazionale, capillarmente diffuso in tutte le regioni, il calcio giovanile raccoglie tesseramenti per il 20% dei ragazzi tra i 5 ed i 16 anni. Se un terzo delle società dilettantistiche chiudesse i battenti, oltre 200.000 di ragazzi in quella fascia d’età non avrebbe una squadra sportiva per cui giocare.

L’intervento di Sibilia si chiude con un ulteriore invito all’unità nazionale, al coraggio ed alla pazienza. La ripresa sarà sicuramente lenta e con qualche ostacolo, ma il valore sociale, educativo ed economico di questo comparto del PIL non è assolutamente da sottovalutare.

Il calcio non è soltanto sport ed aggregazione, svago ed attività motoria, il calcio come sport di squadra è esso stesso un invito alla cooperazione ed all’unità “contro l’avversario”, il volontariato ha un valore stimato intorno agli 812 milioni di €, con un “esercito” di persone che a titolo assolutamente gratuito si occupano di tutto quanto necessario affinché i nostri giovani possano scendere in campo nel miglior modo possibile. Stiamo parlando di milioni e milioni di ore di volontariato, decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo pieno, centinaia di migliaia di dirigenti che hanno donato gratuitamente la propria attività per centinaia di milioni di €.

L’intervento di Cosimo Sibilia ci dà l’occasione per riflettere su quale sia la valenza non solo sportiva ma anche economica del calcio dilettantistico, strumento di educazione, aggregazione ma anche fondamentale apporto finanziario da e per il territorio, canale privilegiato per essere vicini anche quando la situazione di obbliga a stare lontani.

(da un articolo apparso sul Corriere dello Sport/Stadio)

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